
Destinato a crescere in poco tempo, l'animale da chat si crea un archetipo di personaggio che deve (secondo il suo canone) mostrar visibile un corpo statuario (preso da modelli o quant'altro), glabro e immancabilmente con la testa tagliata o con un paio di occhialoni enormi a celar lo sguardo (sicuramente dalla profonda intelligenza).
Dopo aver superato il gradino del "ho la foto per entrare nel branco", inizia a riflettere sulle frasi che faranno di certo breccia nei cuoricini delle vittime.
E così, parte all’attacco con il messaggio più culturalmente interessante che sa far leva sull’attenzione altrui: “Ciao…” con tanto di tre puntini per renderlo infinitesimale.
La risposta educata è un reciproco saluto, nella speranza che riesca ad estrapolare la coscienza dell’interlocutore.
Ma, codesta vien recisa sul nascere da un “oh bella, hai msn?” o la famosa frase “Cosa cerchi in chat?”
Dolce animaletto da chat, cerco te che fai sviluppare il mio sapere e la mia capacità intellettiva, attraverso i tuoi arcani racconti mischiati ad un connubio filosofico che si placa solo con una frase destinata ad esser cestinata o segnalata ai fautori della community: “Sei porca?” “Hai cam?”.
Ah, sì, dimenticavo: “Vuoi vederlo in cam?” e non proseguo per sopraggiunto limite di volgarità.
Ve ne sovvengono altri?
(Lady Kaine – in fase ironica)
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